Biblioteca Val Cannuta
Vado a letto presto la sera, dice Noodles–Robert De Niro in “C’era una volta in America”. Spiega così la sua assenza, il boss, a chi gli chiede dove diavolo fosse sparito per così tanti anni. E Gianfranco Fini, intervistato da Aldo Cazzullo, alla domanda che vorrebbero fargli in tanti – dov’è stato tutto questo tempo? – rassicurandoci sulla pace in famiglia, ha anche questa risposta: “Ho letto più libri quest’estate che in tutti questi anni. Ne ho anche scritto uno”. Ecco, la biblioteca di Val Cannuta. Ed ecco il lettore redento. Mancava proprio nella destra che è morta per sempre una parabola edificante come questa.

Vado a letto presto la sera, dice Noodles–Robert De Niro in “C’era una volta in America”. Spiega così la sua assenza, il boss, a chi gli chiede dove diavolo fosse sparito per così tanti anni. E Gianfranco Fini, intervistato da Aldo Cazzullo, alla domanda che vorrebbero fargli in tanti – dov’è stato tutto questo tempo? – rassicurandoci sulla pace in famiglia, ha anche questa risposta: “Ho letto più libri quest’estate che in tutti questi anni. Ne ho anche scritto uno”.
Ecco, la biblioteca di Val Cannuta. Ed ecco il lettore redento. Mancava proprio nella destra che è morta per sempre una parabola edificante come questa. In tutti questi anni significa – e lo leggiamo tra le righe dell’intervista concessa al Corriere – in tutta la sua vita di militante e di leader di una destra che gli appuntamenti con la serietà e la fatica di una proposta culturale li ha falliti tutti, per mettere a segno una catastrofe politica dove di certo il capro, sebbene scollacciato, non può essere il solo Silvio Berlusconi, ma proprio lui, l’acculturato redento, lo statista per caso che seppe riconoscere di volta in volta solo la pesca delle occasioni. E così fu con Tangentopoli, dove fu forcaiolo. E così col Predellino dove liquidò un partito radicato nel territorio e nella storia consegnandolo proprio all’inforchevole. Ne ha scritto dunque uno oggi, di libro. Ma ne aveva già firmati altri. Giusto al tempo beato della presidenza della Camera.
Quando le élite, dove trovava tanti padrinaggi, gli assicuravano gosthwriter speranzosi di farne un campione dell’establishment. Questo libro, sappiamo dalle nostre fonti, lo ha scritto davvero lui. Ed ecco lo scrittore ritrovato: “Il Ventennio. La destra tradita”. Un libro che vale il destino di Val Cannuta.